Arrivano le stelle cadenti, come ammirare le ‘lacrime di San Lorenzo’

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lacrime di San Lorenzo

Il picco per ammirare lo sciame delle Perseidi è previsto tra l’11 e il 13 agosto

Pronti a guardare le stelle cadenti? Come ogni anno, si avvicina l’appuntamento con lo sciame delle Perseidi, comunemente note come ‘Lacrime di San Lorenzo’: una pioggia di stelle cadenti che attraversa il cielo tra l’11 e il 13 agosto.

PERCHÉ SI CHIAMANO LACRIME DI SAN LORENZO

La tradizione collega il fenomeno delle stelle cadenti al martirio di San Lorenzo, che arse sulla graticola nel 258. La ricorrenza si celebra il 10 agosto e da questo deriva il nome popolare dello sciame; tuttavia, esso è attivo per molti giorni intorno al vero picco di visibilità, che cade tra l’11 e il 13 agosto.

COME VEDERE LE STELLE CADENTI

Al massimo si possono osservare mediamente fino a 100 meteore per ora, a patto di osservare nella seconda parte della notte, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, astrofisico e responsabile scientifico del Virtual Telescope Project.

“Idealmente, le osservazioni vanno condotte da un luogo buio, poiché la luce artificiale abbatte drasticamente il numero di meteore visibili. Non sono necessari telescopi o altri dispositivi, poiché l’occhio nudo è senza dubbio ideale per cogliere il guizzo improvviso di tali scie luminose, grazie alla visione panoramica naturale”.

DA DOVE ARRIVA LO SCIAME DELLE PERSEIDI

Lo sciame delle Perseidi è originato dalla cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 e il cui ultimo passaggio risale al 1992. Fu l’astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli a stabilire, nel XIX secolo, una connessione tra le meteore e la cometa indicata, meccanismo questo di interesse generale per gli sciami.

Il fenomeno si verifica quando la Terra passa in prossimità dell’incrocio tra la sua orbita e quella della cometa in questione, ‘tuffandosi’ così nella nube di polveri seminata da quest’ultima lungo il proprio percorso attorno al Sole”, spiega Masi. “Questi grani di polvere, penetrando a gran velocità nell’atmosfera terrestre, bruciano per attrito, lasciando così nel cielo la caratteristica scia”, conclude l’astrofisico. Le meteore sono osservabili ogni notte serena dell’anno, ma è possibile scorgerne in maggior numero proprio in corrispondenza di questi incontri “orbitali”, quando dunque vi è una maggior quantità di polvere pronta ad entrare nell’atmosfera. In tali casi si parla di sciami di meteore: quello di agosto è solo il più popolare, ma ve ne sono altri di notevole interesse nel corso dell’intero anno. Il numero di meteore effettivamente visibili conosce sensibili fluttuazioni. In primo luogo, le piogge più intense sono quelle prossime al ritorno della cometa, che rifornisce la propria traiettoria di polvere “fresca”. Inoltre, la presenza della Luna, specie se piena, può disturbare pesantemente le osservazioni, come è accaduto proprio nel 2019 e 2020. Quest’anno, invece, le condizioni del cielo saranno perfette”.

“La Luna nuova arriva l’8 agosto, proprio a ridosso del massimo di attività, sicché non intralcerà in nessun modo la visione delle tipiche scie luminose”, spiega ancora Masi. Nella seconda parte della notte si assiste ad un sensibile aumento dell’attività meteorica, poiché all’alba l’osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal “parabrezza”, anziché dal “lunotto” posteriore del nostro pianeta.

PERCHÉ SI CHIAMA SCIAME DELLE ‘PERSEIDI

Il nome delle Perseidi deriva dalla posizione occupata nel cielo dal radiante, ossia il punto dal quale prospetticamente le meteore sembrano scaturire: in questo caso, esso si proietta in direzione della costellazione di Perseo, celebre protagonista del firmamento autunnale. Tuttavia, le meteore appaiono in tutto il cielo: ripercorrendo idealmente all’indietro le scie delle Perseidi, esse convergerebbero proprio nel radiante, la cui posizione è moderatamente variabile nel corso dei giorni.

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