“Se chiudi gli occhi e torni sul ponte Morandi che cosa vedi?”. Genova, un anno dopo

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“Vogliamo sapere perché un ragazzo che va in vacanza deve morire su un ponte che crolla”: è tutto nelle parole di Roberto Battiloro il senso della tragedia del Ponte Morandi dove, il 14 agosto 2018, suo figlio Giovanni ha perso la vita insieme ad altre 42 persone.

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O nelle parole di Rosa Esposito – “L’Italia uccide” – la sorella di Gerardo, anche lui morto in macchina insieme a Giovanni, Antonio Stanzione e Matteo Bertonati, tutti di Torre del Greco, partiti per andare in vacanza.

A un anno dal crollo del Ponte Morandi, Fanpage racconta quella giornata attraverso le voci di due familiari delle vittime, di tre sopravvissuti – il vigile del fuoco e allenatore delle giovanili del Genoa Davide Capello,  Eugeniu Babin e Natasha Yelina, la coppia residente in provincia di Caserta che andava in Francia per le vacanze – e dei vigili del fuoco che li hanno salvati.

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