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Pasqua di Resurrezione: l'unica ragione per essere ottimisti

La riflessione pasquale che proponiamo è del parroco dei Santi Angeli Custodi di Torino don Ettore Maria Cattaneo, offerta ad una platea più allargata di fedeli grazie alla rete.

PASQUA: FESTA DELLA VITA

Care sorelle, cari fratelli, cari parrocchiani, buona Domenica delle Palme, buona Settimana Santa, buona Pasqua!

La Pasqua è la Festa della vita. “ Celebrare il Vangelo della vita significa celebrare il Dio della Vita” ( S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 84, rileggiamo questa Enciclica del 25 marzo 1995).

Una volta Gesù ha detto:-“ ho il potere di dare la vita ed il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre Mio

( Gv 10,18).

Ripeto spesso in varie occasioni alcuni elementi sintetici di catechesi

che non vanno smarriti:-“1) come Dio, Gesù ci ha rivelato che in Dio– cheè Uno (  cfr. ad es.Es 3,14)- c’è il Mistero dell’ Amore di un Padre e di un Figlio 2) come Dio incarnato in un uomo, ha portato fino a noi la Vita di Gesù e del Padre, la Vita di Dio: ce L’ha portata raggiungendoci e compromettendosi irreversibilmente con noi, per raggiungerci è Morto in Croce, ce L’ ha portata nella sua Passione, Morte ed attraverso la Sua Risurrezione in obbedienza al Padre ( Gv 19,30).

Poichè siamo feriti dal peccato, il Mistero pasquale- con la consegna dello Spirito di Dio-doveva essere un Mistero di Passione e Morte 3) come uomo,Gesù doveva essere necessariamente il primo ad appropriarsi di questa Vita dello Spirito che come Dio ci aveva consegnato nel Mistero Pasquale, perché Gesù doveva- compiuta la Sua Missione- ascendere alla

destra del Padre. Le conseguenze sono che: a) il Signore Gesù, che era morto, è risorto: Lo hanno visto le donne, gli Apostoli, i discepoli, Maria Santissima b) noi che condividiamo con Lui l’ essere uomini risorgeremo

al Suo ritorno glorioso ( cfr. ad es.2 Cor 5,2-5), che ci sarà!

Gesù lo ha detto ( cfr.Mt 24,1-49; Mc 13,1-37; Lc 21,5-33).

L’ anima soprannaturale in noi infusa da Dio fin dal concepimento

( cfr.Gen 1,26; 2,7), che inerisce – irriducibile ad essa- alla nostra vita psicofisica- nel Santuario della Coscienza (Gaudium et Spes 16)-, attinge lo Spirito mediante i Sacramenti- con i quali Gesù vuole continuare a toccarci e guarirci, penso alla Confessione che predispone continuamente alla conversione la nostra vita, e ci prepara a ricevere l’ incommensurabile dono dell’ Eucaristia- nella quale Gesù è realmente e permanentemente presente con il Suo Sacrificio nelle specie del pane azzimo consacrato, perché in ogni S. Messa il pane ed il vino diventano il Santissimo Corpo, il Preziosissimo Sangue, l’ anima e la Divinità di Gesù,che non solo adoriamo e ringraziamo, ma mangiamo, riceviamo con la bocca, perché Gesù vuole incontrarci e sostenerci per mezzo di questa “cifra” della nostra vita-. Attingendo lo Spirito, lottiamo contro l’ eredità del peccato che ingombra come un diaframma la nostra anima- e su di essa specula e tenta di agire il maligno, Arcangelo Ribelle-, per riuscire ad amare Dio ed il prossimo nella strada dei Comandamenti. Quante più tracce di amore vero, nei Comandamenti ci saranno state al termine della nostra vita, tanto più facilmente al termine della nostra vita  Gesù Innocentissimo Agnello ci attirerà a Sé: prima con l’ anima- e se c’è da purificare scorie, lo Spirito Santo di Gesù e del Padre lo farà…-, poi al ritorno glorioso di Gesù con il nostro stesso corpo. Questo è il senso ed è il movimento unico ed essenziale della nostra vita- il Vaticano II ci ricorda che l’ essere umano, creato al termine di una lunga creazione “ è l’ unica creatura voluta per se stessa, chiamata realizzarsi nel dono di sé”(Gaudium et Spes 24). Certo,

c’è anche chi rifiuta il senso della vita e sfida la vita: costoro potrebbero non avere una Risurrezione di vita ( cfr. ad es. Ap 20,12-15).

I Comandamenti sono scolpiti nella nostra Coscienza: non c’è amore vissuto nella vita  se si esce dalla strada dei Comandamenti ( cfr. ad es. 1 Gv 2,3-6;3,23- 24), e le Beatitudini sono il riverbero di una vita vissuta nei Comandamenti.

Aiuterò la vita umana, culturalmente e praticamente, senza se e senza ma.

Una misteriosa ostilità contro la vita sussiste nel nostro tempo

( S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 10-20).  L’ appello di S. Giovanni Paolo II di ventiquattro anni fa rimane non solo sempre attuale ed urgente, ma la sua attualità ed urgenza crescono esponenzialmente di giorno in giorno.

LA DIFESA DELLA VITA DAL CONCEPIMENTO ALLA CONCLUSIONE NATURALE

non appartiene a parti politiche- che non devono speculare su queste cose-, non appartiene neanche solo ai cristiani, MA APPARTIENE ALL’ ESSERE UMANO IN QUANTO TALE: SE SIAMO “ UMANI” DIFENDEREMO LA VITA ( S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 96-101).

Difenderò la vita di nostro fratello e sorella zigote, difenderò la vita di nostro fratello e sorella embrione,

difenderò la vita di nostro fratello e sorella feto:

da quando il pacchetto genetico della Mamma e del Papà si fondono, lo zigote, il più giovane essere umano, contiene in sé tutte le informazioni per lo sviluppo successivo…

Abortire, ha detto il Santo Padre Francesco, è “ affittare un sicario”: chi è più debole di uno zigote, di un embrione, di un feto?

Difenderò la vita di nostro fratello e sorella bambino piccolo maltrattato, abusato- da chiunque…-, ed in certi paesi del mondo, ucciso- i meninos de rua, uccisi per  prelevare organi a favore dei paesi ricchi-.

Difenderò la vita di nostro fratello e sorella migrante- sperando che l’ Europa non lasci certi Stati ad affrontare da soli i problemi: lo farà mai?-.

Difenderò culturalmente e praticamente la vita delle donne- ragazze, mogli, mamme-: maltrattate, violentate, uccise… S. Giovanni Paolo II ricorda anche che” non di rado la donna è sottoposta a pressioni talmenteforti da sentirsi psicologicamente costretta a cedere all’ aborto: non vi è dubbio che in questi casi la responsabilità morale grava particolarmente su quelli che direttamente o indirettamente l’ hanno forzata ad abortire”

( Evangelium Vitae 13 e 59)

Difenderò la vita di nostro fratello e sorella lavoratore, espulso facilmente strutturalmente da un circuito del lavoro iperliberista e con troppa finanza fine a se stessa.

Difenderò la vita di nostro fratello e sorella anziani o ammalati, sulla cui pelle si fanno speculazioni facili e nascoste in merito all’ allocazione delle risorse, favorendo praticamente la cultura dell’ eutanasia ( cfr. S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 15 e 20).

Se non difendo con determinazione totale la vita dal concepimento alla conclusione, non voglio una vera giustizia sociale, e  favorisco la “ guerra dei potenti contro i deboli”(S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 12).

Se non aiuto le donne, le mamme a portare alla nascita il bimbo che già vive nel loro grembo, non voglio una vera giustizia sociale.

Leggi che favoriscono l’ individualismo libertario- liberismo economico e libertarismo etico si danno sempre la mano- sono contro l’ umanità ( cfr.S.Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 12;18-20).

Anche l’ attaccare la famiglia- ce n’è una sola- basata sull’ amore uno, fedele, ed indissolubile di una donna e di un uomo, con la benedizione di Dio, è un errore contro l’ umanità ( cfr.S. Giovanni Paolo II, EvangeliumVitae 92).

Fabbricare con la fecondazione in vitro embrioni, cioè esseri umani, fuori dall’ amore uno fedele ed indissolubile di una donna e di un uomo, è un errore contro l’ umanità ( cfr. S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 14 e 63).

Sono delitti che nel pensiero collettivo diventano diritti

( S. Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae 11), e ciò che è contro l’ umanità è contro Dio.

Sorelle e fratelli, viviamo in un tempo bello – ogni istante della vita è bello-, ma anche difficile e confuso: celebrare la Pasqua di Gesù morto e risorto significa contrastare culturalmente e praticamente le ideologie occulte ispirate da poteri di questo mondo ( Lc 4,5-7).

Maria Santissima, l’ Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio e nostra, Regina della pace, Nemica del nemico infernale- che si rallegra per suo Figlio risorto- per il mandato di Gesù( Gv 19,27) protegge il nostro cammino debole, personale e comunitario: come Mamma con la Sua potestà di preghiera ci raduna tutti, ed aiuta il Suo Divino figlio a salvarci per l’ Eternità, per amarci con Dio e fra tutti per sempre. Sarà così.

     Buona Pasqua a tutti.

                             don Ettore M., parroco

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