Genova: frana il cimitero, bare a mare

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Bare a mare

Hanno destato parecchio scalpore in tutta Italia le immagini delle bare finite in mare ieri a causa di una frana che ha interessato il cimitero di Camogli, in provincia di Genova. Il momento del distacco è stato immortalato in un video che ha fatto il giro del web, e che ha dimostrato per l’ennesima volta quanto il territorio ligure sia delicato.

Per fortuna non ci sono state vittime, anche se alcuni operai hanno rischiato di cadere: i lavoratori, infatti, erano sul posto per dedicarsi alle opere di consolidamento della falesia che sono state previste dalla Regione.

La falesia cambia pelle

Chi vive da queste parti da sempre non è sorpreso più di tanto, e anzi sa che una volta ogni secolo la falesia cambia pelle: un modo per dire che non è raro che delle pareti rocciose si stacchino e finiscano direttamente in mare, così da cambiare il disegno del litorale della riviera. Nel caso di Camogli, un costone è precipitato in acqua, seguito da centinaia di bare che hanno offerto uno spettacolo curioso, rimanendo a galla in mare.

Le bare, quasi devastate dopo aver incocciato contro la scogliera, sono state condotte dalla corrente in direzione del porto.

Che cosa è successo

Alcuni operai erano impegnati nella ristrutturazione di colombari: sono stati loro i primi a far scattare l’allarme, dopo aver percepito un rumore preoccupante. Nel giro di breve tempo il suo ha cominciato a vibrare, e sono trascorsi solo pochi istanti prima che si staccasse la parete della falesia, portando con sé alcuni loculi.

Il crollo ha causato un boato così forte da essere percepito da tutti i residenti della zona. Sono tante le persone che, pur non abitando a Camogli, chiedono di venire seppellite in questo cimitero, situato lungo la strada che porta a Recco: si tratta, in effetti, di un contesto molto suggestivo.

Le conseguenze

Il primo cittadino di Camogli Francesco Olivari è stato subito informato e si è dato da fare per gestire e monitorare la messa in sicurezza di tutta l’area. Una delle prime preoccupazioni è stata quella di controllare se il cedimento abbia coinvolto anche il terreno nei dintorni, specialmente perché vicino al cimitero ci sono delle case.

Nel frattempo si è studiato un modo per recuperare non solo le bare cadute in acqua, ma anche quelle che erano ancora in bilico e a rischio. È stato necessario l’intervento del nucleo specializzato per la prevenzione del rischio biologico che fa capo alla Asl, mentre Giacomo Giampedrone, assessore alla Protezione Civile, ha indetto una riunione necessaria per capire come agire.

Un fatto imprevedibile?

Le prime analisi dovranno essere confermate nel corso dei prossimi giorni, ma in base a quel che è emerso pare che non si potesse né prevedere né contrastare un crollo di questo tipo. Nei pressi del punto in cui si è svolto il fatto sono in corso delle opere di consolidamento, mentre delle barriere sono state collocate in acqua dalla Guardia Costiera a titolo preventivo.

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