“Terribilis est locus iste Hic domus dei est et porta coeli”

“Terribile, impressionante è questo luogo, questa è la casa di Dio e la porta del cielo”

Chiunque si rechi sul Gargano, in Puglia, e visiti la grotta di San Michele Arcangelo, è accolto, all’ingresso, da queste parole scolpite nella pietra, esse ci preannunciano la bellezza e la potenza spirituale particolare di questo luogo.

Il Suo nome in lingua ebraica “Mi ki el”, significa Chi come Dio, in latino invece “Quis ut Deus”, indica appunto il suo ministero di combattere il male nelle sue più varie realtà e dare la giusta gloria a Dio.

Nelle tante Sue apparizioni l’ Arcangelo Michele si presenta come il Vigile ed il Custode della Sacra grotta, Lui stesso la consacra e per Sua intercessione dalla Trinità Santissima è concesso il perdono di tutti i peccati.

Queste le Sue parole dette durante le apparizioni “Qui dove la roccia si spalanca i peccati degli uomini possono essere perdonati. 

Questa infatti è una Casa speciale in cui qualsiasi colpa può essere cancellata, qualsiasi cosa se chiesta qui nella preghiera ed è per il bene dell’anima richiedente, sarà da me intercessa presso la santissima Trinità ed esaudita.”

Dopo Maria Santissima, San Michele Arcangelo è la più gloriosa, la più poten­te creatura uscita dalle mani di Dio. Scelto dal Signore come primo mini­stro della Ss.ma Trinità, Principe dell’E­sercito celeste, Custode, prima della Si­nagoga, poi della Chiesa, San Michele è stato molto venerato fin dai tempi più remoti. L’Antico ed il Nuovo Testamento par­lano di Lui, del Suo potere, delle Sue ap­parizioni, della Stia intercessione, del dominio affidatogli su tutti gli uomini dalla Suprema Bontà dell’Onnipotente. I Pontefici non mancarono di racco­mandare ai Fedeli la Devozione a San Michele. Anche ai nostri giorni, Poi IX, Leone XIII e Pio XII ci dicono di suppli­carlo per la difesa della Chiesa e delle anime: “Raramente il ricorso all’Arcan­gelo San Michele è apparso più urgente di ora… perché il mondo, intossicato dal­la menzogna e dalla slealtà, ferito dagli eccessi della violenza, ha perduto la sa­nità morale e la gioia” (Pio XII). Difatti, come non riconoscere l’opera di Satana e dei suoi demoni nell’orgo­glio, nei tradimenti che sconvolgono la Società e il mondo odierno? Non è dunque consolante e confortan­te di pensare che, sopra i demoni scate­nati in tutta la Terra, si stendano l’Azio­ne e la Potenza del Sommo Arcangelo, protettore dei popoli e della Chiesa? In questi tempi torbidi, la storia delle apparizioni di San Michele nel mondo, lungo i secoli, sarà motivo di ritrovare fi­ducia e fede, poiché Egli è, e sarà sem­pre, il fedele Custode e difensore delle Nazioni e delle Genti che l’invocano, si affidano a Lui nei travagli e nelle perse­cuzioni.

«La terra avvolta dalle tenebre, immersa in un grande abisso, ho visto, legioni di demoni, si spargono per il mondo, vogliono attaccare e distruggere la Chiesa, la Chiesa è ridotta allo stremo, allora, dopo essere stato invocato per un lungo tempo apparve San Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso, ho visto San Michele intervenire».

Questo ha visto e raccontato Papa Leone XIII nel 1884, il potere del principe di questo mondo è smisurato, per contrastarlo e sconfiggerlo la chiesa ha bisogno dell’intervento costante del principe delle schiere celesti l’Arcangelo Michele. Papa Pecci rimane molto colpito da questa visione che ha ricevuto la mattina del 13 ottobre del 1884, quel giorno dopo aver celebrato la Santa Messa nella cappella privata, è rapito in estasi, resta immobile fissando il vuoto davanti a se per oltre 10 minuti, quindi ripresosi si ritira nel suo studio e compone la preghiera a San Michele Arcangelo, non solo, da anche l’ordine categorico e tassativo affinché venga recitata al termine di ogni messa, e così è stato da quel giorno fino al concilio vaticano secondo.

Perché tanta premura, perché, in molti si chiesero in quei giorni del 1884, la necessità di questa preghiera, lo spiegherà lo steso Pontefice e di fatto lo confermeranno i suoi successori, “il fumo di satana è entrato nella chiesa”, da questa presa di coscienza nasce l’urgenza che Michele, come recita la preghiera scritta di suo pugno da Papa Leone XIII, ricacci nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta;sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio.

Gli comandi Iddio,supplichevoli ti preghiamo:tu, che sei il Principe della milizia celeste,con la forza divina rinchiudi nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligniche girano il mondo per portare le anime alla dannazione.

Amen.

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