POTENTE PREGHIERA PER UN AMMALATO

POTENTE PREGHIERA

Preghiera,Signore Gesù, durante la tua vita sulla nostra terra hai dimostrato il tuo amore, ti sei commosso di fronte alle sofferenze e molte volte hai ridato la salute ai malati riportando nelle famiglie la gioia.

Il nostro caro….. è (gravemente) ammalato, noi gli siamo vicini con tutto ciò che è umanamente possibile.

Però ci sentiamo impotenti: veramente la vita non è nelle nostre mani.

BELLISSIMA PREGHIERA, INVOCAZIONE A GESÙ

BELLISSIMA PREGHIERA

Dolcissimo e amorosissimo Signore,
tu conosci la mia debolezza
e la miseria che mi affligge;
sai quanto siano grandi il male e i dolori in cui giaccio
e come io sia frequentemente oppresso, provato,
sconvolto e pieno di angoscia.
Io vengo a te per essere aiutato, consolato e sollevato.
Parlo a colui che tutto sa 
e conosce ogni mio pensiero
a colui che solo mi può pienamente confortare
e soccorrere.

Tu ben sai di cosa io ho soprattutto bisogno
e quanto io sono povero e sofferente.
Ecco che io mi metto dinanzi a te povero e nudo,
chiedendo grazia ed implorando misericordia.

Ristora la mia fame;
riscalda la mia freddezza col fuoco del tuo amore;
rischiara la mia cecità con la luce della tua presenza;
trasforma in occasione di pazienza
tutto ciò che mi pesa e mi ostacola;
innalza il mio cuore verso di te
e non permettere che io soccomba
sotto il peso delle prove.

Sii tu solo la mia dolce attrazione
e tutta la mia forza,
perchè tu solo sei mio cibo e mia bevanda,
mio amore e mia gioia,
mia dolcezza e mio sommo bene.
Amen.

LE APPARIZIONI DI SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele Arcangelo è tra le creature di Dio una delle più potenti, e sulla Terra una delle più venerate, seconda forse solo alla Vergine Maria. Fu scelto da Dio come Principe dell’Esercito celeste e risultò vincitore nella guerra contro le schiere di Lucifero, primo tra gli angeli, ma ribelle all’autorità divina. Per questa ragione San Michele è percepito dall’umanità come un Custode: finché ci sarà Satana ad insidiare il mondo, è al Custode della Chiesa che si rivolgeranno le suppliche dei fedeli, per tentare di opporsi alle lusinghe ed alla potenza del Maligno. Questa vicinanza al genere umano s’è concretizzata nel corso dei secoli, attraverso sei apparizioni, rare ma significative.

Prima apparizione

Nel 490, in una grotta di un monte del Gargano che poi sarebbe diventato “Monte sant’Angelo”, in onore di San Michele, un ricco signore ritrovò il toro che aveva smarrito. Ma il toro si ostinava a non uscire, pertanto il proprietario, accecato di rabbia, vi scagliò contro una freccia. Miracolosamente la freccia deviò dalla sua direzione, e tornò indietro, colpendo chi l’aveva scoccata. Informato del prodigio, il Vescovo ordinò 3 giorni di preghiera, alla fine dei quali ricevette la visita di San Michele Arcangelo, il quale lo informò che in quella grotta non avrebbe mai più dovuto scorrere sangue, anche animale, essendo stata scelta dallo stesso come luogo sacro.

Seconda apparizione

Due anni dopo le stesse terre erano preda delle scorribande barbare di Odoacre, re degli Eruli. Durante l’assedio di Siponto, il Vescovo Lorenzo di Maiorano ordinò alla popolazione 3 giorni di preghiere ininterrotte, e chiese l’intercessione di San Michele per uscire incolumi da quella situazione. Al terzo giorno di preghiera l’esercito di Odoacre fu investito da una tempesta di fulmini, che ne terrorizzò le truppe, mettendole in fuga.

Terza apparizione

L’anno successivo all’assedio lo stesso Vescovo chiese al Papa di poter consacrare la grotta in cui San Michele apparve la prima volta. Ma l’Angelo non era d’accordo, e si rivolse al Vescovo Lorenzo di Maiorano con queste parole: “Non è necessario che voi mi dedichiate questa chiesa che Io stesso ho consacrato con la mia presenza. Entra e con il mio aiuto innalza preghiere e celebra il Sacrificio. Io Ti mostrerò come Io stesso ho consacrato questo luogo”. Giunti sul posto, una delegazione di Vescovi e vari curiosi, vi trovarono già un altare: era la dimostrazione che quella era davvero la grotta di San Michele, e tanto bastò per edficarvi un santuario, ancora esistente.

Quarta apparizione

Papa Gregorio Magno (590-604) raccontò di aver visto sul mausoleo di Adriano l’Arcangelo Michele mentre rinfoderava la spada. Quel gesto venne interpretato come la fine della peste che stava flagellando Roma. Così fu, e da allora il mausoleo venne chiamato Castel Sant’Angelo.

Quinta apparizione

La quinta apparizione di San Michele consentì la vittoria dei Longobardi contro i Bizantini (663).

Sesta apparizione

Nel 1656 la peste mieteva ancora una volta numerosissime vittime. Il Vescovo chiese tre giorni di preghiera alla popolazione e l’intercessione di San Michele. Gli apparve dopo un breve terremoto, pronunciando le seguenti parole: “Io sono l’Arcangelo Michele. Chiunque utilizzi la pietra di questa grotta sarà guarito dalla peste. Benedici le pietre e scolpiscivi il segno della Croce e le iniziali del mio nome”.

CONSACRAZIONE A SAN MICHELE
O glorioso San Michele Arcangelo,
principe della milizia celeste,
fedele e sottomesso agli ordini di Dio,
vincitore dell’orgoglio di Lucifero,
che hai respinto gli angeli ribelli nell’inferno,
a te mi consacro, prendimi sotto la tua protezione.
A te consacro la mia famiglia,
i miei beni, i miei amici e la mia casa.
Difendimi e proteggimi nei pericoli della vita,
assistimi come avvocato nell’ora della mia morte
e conducimi nella gloria eterna
accompagnato dagli angeli e dai santi.
Amen.

Lourdes, «Nata sorda ora mia figlia ci sente»

Ci sento bene, non mi servono più’

Lourdes, mercoledì 11 maggio. Sono le 20,30. Una bambina di sei anni, sorda dalla nascita, sta giocando con Giuseppe Secondi, il direttore del pellegrinaggio dell’Unitalsi lombarda che ha portato nella città delle apparizioni mariane 225 pellegrini provenienti dalle parrocchie della sottosezione Milano Sud-Ovest.

«Quando dico alla piccola che non posso più giocare con lei perché un impegno mi attende, torna dalla mamma e la vedo togliersi gli apparecchi acustici senza i quali è condannata alla sordità racconta Giuseppe –. All’invito della madre a rimetterli, risponde: ‘Ci sento bene, non mi servono più’».

La voce del direttore del pellegrinaggio, che abbiamo raggiunto ieri a Lourdes a poche ore dal ritorno del gruppo in Italia, è colma di gioia, commozione, trepidazione. Gratitudine. «Sono i sentimenti di tutti i pellegrini», testimonia Giuseppe.

Quegli stessi sentimenti, elevati all’ennesima potenza, abitano la voce e il cuore della mamma, che non si sottrae alla richiesta di raccontare, mentre si prepara ad andare all’aereo che ieri sera le ha riportate a casa. «Sì, mia figlia è sorda praticamente dalla nascita – spiega la donna .

È nata di 26 settimane, il giorno di Natale del 2009. Doveva venire alla luce all’inizio di aprile. Pesava 800 grammi. Ha passato tre mesi al Gaslini di Genova. Per salvarla le hanno dato medicine che le hanno provocato alcune emorragie cerebrali e le hanno ‘bruciato’ i canali uditivi. Gli esami hanno accertato che è affetta da sordità profonda a entrambe le orecchie. Gli apparecchi acustici le sono necessari».

La donna è venuta a Lourdes con la bambina, che è la primogenita, il secondogenito e la suocera, «mentre il nostro bimbo più piccolo, che ha appena 11 mesi, è rimasto a casa con mia madre e mio marito, al quale il lavoro ha impedito di venire».

Vivono in Liguria e si sono aggregati al pellegrinaggio lombardo. «Una mattina mi sono detta: devo portare mia figlia a Lourdes. Per ringraziare la Madonna che l’ha protetta: rischiava la vita, ce l’ha fatta ed è una bimba serena e felice. Ma anche per chiedere sostegno, per trovare la forza di affrontare, lei, io, tutti noi, questo cammino di vita così esigente».

Così, eccoli iscritti al pellegrinaggio iniziato l’8 maggio e conclusosi ieri.

«È la prima volta che veniamo a Lourdes. Ed è stata un’esperienza toccante e bellissima», confessa la donna.
Mercoledì sera, l’inatteso. «Ho sentito battere fortissimo il cuore, quando l’ho vista venire verso di me dicendo: ‘Ci sento bene, mamma, gli apparecchi non mi servono più’.

E davvero ho l’impressione che senta meglio, senza. I bambini non mentono. E mia figlia non se li sarebbe mai tolti senza motivo». La notizia si è subito diffusa fra i pellegrini, «le abbiamo fatto festa e non smettiamo più di farla  incalza Giuseppe .

La vediamo ridere, scherzare, sembra un’altra bambina». Riprende la mamma: «Io credo, ho fede: altrimenti non sarei venuta a Lourdes. Ma voglio stare con i piedi per terra. Voglio le prove della scienza. Perché non si scherza, su queste cose». Così, ieri, la piccola è stata portata al Bureau des Constatations Médicales di Lourdes (che non ha rilasciato dichiarazioni). «Vogliono tutta la documentazione antecedente, e ne vogliono di nuova.

Per coincidenza, domani (oggi per chi legge, ndr) abbiamo un’audiometria, programmata nella prospettiva – che pareva necessaria – di dare alla bambina apparecchi nuovi più potenti. Ecco: io non so ancora dare un nome a quello che è successo. So solo che è da approfondire. E che è qualcosa di bello». A dare un nome ci prova, sempre da Lourdes, don Giovanni Frigerio, assistente dell’Unitalsi Lombarda: «Io la chiamo guarigione.

Quale, come, perché, lo spiegheranno altri. Io so che qui arrivano tante persone provate nel corpo e nello spirito, che ripartono rigenerate, per riprendere il cammino della vita piene di speranza e di grazia ». «Ho fatto trenta viaggi a Lourdes – si congeda Secondi – e ho visto tante cose, e dolorose, e commoventi. Ma così, mai. Questo è davvero il pellegrinaggio della misericordia».